ATTIVITÀ E NEWS

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Nuova Sentenza della Corte Costituzionale

25 Febbraio 2021

La Corte Costituzionale con sentenza n. 21, depositata il 17 febbraio 2021, conferma la posizione della Regione Toscana e rigetta il ricorso di WWF, ENPA, LAV e LAC dichiarando non fondate le questioni di legittimità costituzionale avanzate.

Corretti, dunque, secondo i giudici costituzionali, gli atti adottati della Regione Toscana che, per il controllo della fauna selvatica, individuano le guardie venatorie volontarie, le guardie giurate private e gli operatori volontari appartenenti al mondo venatorio adeguatamente formati e sempre sotto il coordinamento della Polizia provinciale e della Polizia della Città metropolitana.

Con questa sentenza  che avrà sicuramente ricadute a livello nazionale, si  scongiura il blocco delle attività di controllo della fauna selvatica  che, a causa delle limitazioni collegate alla crisi pandemica del Covid-19, ha visto un eccessivo aumento di ungulati nel corso del 2020  e che  mettono a serio rischio le attività agricole del nostro paese.

Per superare i problemi legati all’aumento di ungulati verificatosi negli ultimi anni in Toscana, la Regione ha posto in essere misure di contrasto con appositi piani di controllo con il coinvolgimento delle Polizie provinciali e il fondamentale ausilio delle Guardie venatorie e dei cacciatori abilitati. Con questi interventi straordinari in Toscana  si sono  ottenuti importanti risultati e i  danni alle colture agricole sono passati dai 3,4 milioni di euro del 2017 a 1,1 milioni nel 2018 e 1,177 euro nel 2019. Anche il numero di denunce per sinistri stradali in cui sono rimasti coinvolti gli ungulati è passato da 430 nel 2016 a 90 nel 2019, numeri che dimostrano la correttezza degli indirizzi adottati.

Dopo questa sentenza va fronteggiato il problema in modo netto e rapido: bisogna sostituire il concetto di “protezione” con quello di “corretta gestione”  garantendo  un equilibrio tra presenza di fauna selvatica, attività economica e sicurezza dei cittadini, riportando sotto controllo il numero dei predatori (lupi, canidi, ed altre specie selvatiche) e riducendo la presenza di ungulati ove mettano a rischio le attività agricole con allungamento del calendario venatorio.

Nuova proposta di referendum

15 Febbraio 2021

E’ stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 11 febbraio la richiesta di 13 cittadini appartenenti al movimento animalista “Ora Rispetto per tutti gli animali” per promuovere un referendum nazionale per l’abrogazione della legge 157/92 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”.

Sicuramente la legge 157/92 è una legge datata e come tale dovrebbe essere rivista o ripensata secondo le attuali esigenze ambientali, faunistiche e sociali, ma tale operazione non può aver luogo sulla base di spinte emotive o meramente ideologiche, ma nei modi e nei tempi dovuti mettendo in primo piano l’aspetto tecnico scientifico.

La legge seppur datata mette in evidenza due aspetti di grande rilievo, il primo dove la tutela e la conservazione della fauna è prioritaria con il recepimento di tutte le direttive europee e convenzioni internazionali e il secondo dove viene regolamentata l’attività venatoria con modalità che, per tempi e specie prelevabili è sicuramente fra le più severe e restrittive di tutta Europa.

Qualora tale legge venisse abrogata verrebbero a mancare nel nostro Paese tutte le norme europee di tutela della fauna selvatica, con il reale rischio di incorrere nelle relative procedure d’infrazione con tutte le conseguenze del caso.

Pertanto, in considerazione del quesito referendario presentato alla Suprema Corte di Cassazione  e al vaglio della stessa per valutarne l’ammissibilità sia sotto il profilo proprio del quesito referendario sia sotto quello della legittimità costituzionale, secondo illustri studiosi, per i motivi sopra citati, potrebbe essere dichiarato inammissibile.

Vista l’importanza del problema continueremo a monitorarne lo sviluppo per essere pronti ad intervenire con tutti i mezzi in nostro possesso, in difesa della nostra passione.

Aree protette - Strategia UE sulla biodiversità per il 2030

15 Febbraio 2021

Riceviamo dalla sede internazionale un appello urgente in merito ad un preoccupante testo contenuto nell’ultimo “Progetto di nota tecnica su criteri e linee guida per le designazioni di aree protette” della Commissione Europea Versione 2, febbraio 2021.
La strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030 prevede un obiettivo del 30% del territorio come aree protette, di cui il 10% dovrebbe essere “rigorosamente protetto”. Per quanto riguarda la definizione di protezione rigorosa, la Commissione Europea propone che “le attività estrattive come l’estrazione mineraria, la pesca, la caccia o la silvicoltura non sono compatibili con il livello di protezione”.
Nonostante siano stati apportati alcuni miglioramenti la proposta continua a raccomandare il divieto di caccia e pesca nelle aree strettamente protette (ovvero il 10% del territorio dell’UE). Sebbene ci siano nuovi punti relativi al controllo delle specie esotiche invasive (IGA) e degli ungulati selvatici in determinate situazioni, la proposta rivista dell’UE rimane inaccettabile.
Il CIC internazionale ha redatto una nota informativa con una panoramica completa di questo grave problema, con un elenco di otto punti per cui il testo dovrebbe essere rimosso, ognuno dei quali supportato da prove sul motivo per cui escludere l’uso sostenibile delle risorse rinnovabili, a livelli che sono in linea e contribuiscono agli obiettivi di conservazione di una data area è ingiustificato, escludente, sproporzionato e può portare al fallimento.
Il documento è stato inviato ai rispettivi rappresentanti nazionali NADEG (Comitato di esperti sulle Direttive Uccelli ed Habitat) che il prossimo  18 febbraio si riuniranno in un meeting organizzato ad-hoc durante il quale sarà fondamentale la loro collaborazione per il miglioramento del testo.

Vi terremo informati sugli sviluppi della questione.

Ulteriori restrizioni all'uso del piombo

12 Febbraio 2021

Vorremmo richiamare la vostra attenzione su una proposta dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) per ulteriori restrizioni a livello di UE sull’uso del piombo nelle munizioni per la caccia e nel tiro sportivo all’aperto che potrete consultare  cliccando qui

Tutte le parti interessate avranno la possibilità di fornire le proprie argomentazioni, supportate da solide prove durante una consultazione che durerà sei mesi e che dovrebbe avere inizio il 24 marzo.

L’ECHA ha in programma di organizzare una sessione informativa online per spiegare il processo di restrizione e aiutare le parti interessate partecipare alla consultazione.

Questa notizia, per ora, ha unicamente scopo informativo.  Il CIC sta coordinando i suoi sforzi su questo fronte.

Vi terremo aggiornati, informati e preparati prima della consultazione prevista.

“Il potere delle celebrità che mina gli sforzi di conservazione globale, avvertono gli scienziati” – The Guardian

11 Febbraio 2021

Vorremmo portare all’attenzione di tutti un importante articolo recentemente pubblicato su “The Guardian” segnalatoci dalla nostra sede internazionale.

L’articolo fa luce sulle numerose e gravi minacce che alcuni personaggi celebri hanno proferito nei confronti di scienziati conservazionisti e di come tali comportamenti possano influenzare le decisioni politiche sulla questione della “Caccia ai trofei”.

Dalla sua pubblicazione, figure di spicco nel mondo della conservazione si sono fatte avanti per riconoscere le realtà esposte nel testo tra i quali il conservazionista britannico George Monbiot, autore ed editorialista del Guardian su questioni ambientali e politiche che, in risposta diretta all’articolo, ha detto di sentirsi “sbagliato” riguardo alla “caccia al trofeo”.

Vorremmo ringraziare lui e altri per aver adottato un approccio basato sull’evidenza a questo problema e per aver ascoltato le voci rurali in Africa.

Sostenere questo punto di vista, per il quale molti scienziati sono stati minacciati, deve essere visto come un atto coraggioso e onorevole.

Leggi l’articolo

Conservazionisti e scienziati sempre più soggetti ad abusi online

11 Febbraio 2021

Notizie recenti hanno evidenziato il numero crescente di attacchi online contro scienziati che lavorano nel campo della conservazione. Sebbene questo problema sia persistito negli ultimi anni, ha ricevuto molta meno attenzione di quanto meritasse.

E’ un segnale positivo quindi vedere un articolo destinato al grande pubblico che tratta l’argomento dell’influenza che i personaggi famosi hanno sul tema della “caccia ai trofei”. Celebrità che, insieme a personaggi politici, hanno pubblicamente appoggiato le azioni di gruppi che sostengono il divieto della caccia ai trofei.

 Scienziati e ambientalisti hanno condannato questi gruppi per aver diffuso false informazioni sulla “caccia ai trofei” sostenendo che non presentando il quadro completo, compresi i benefici generati dall’uso sostenibile e dalle attività di caccia internazionali, a pagarne le conseguenze saranno la fauna selvatica e il benessere umano.

Proprio per questo motivo molti scienziati sono stati firmatari di una lettera aperta intitolata “Il divieto di caccia ai trofei mette a rischio la biodiversità“, che è stata pubblicata nel 2019 sulla rivista Science. Inoltre, un piccolo gruppo di scienziati che lavorano in questo campo ha pubblicato un articolo sulle “Minacce della disinformazione dei media alla conservazione” sulla rivista Conservation Biology nel novembre 2020.

Sfortunatamente la promozione di visioni disinformate, soprattutto da parte di celebrità, ha un grande potere sull’opinione pubblica. Di conseguenza, gli scienziati, che hanno trattato la questione con cognizione di causa,  si sono ritrovati ad essere vittime di una moltitudine di abusi online.

La dott.ssa Amy Dickman, ricercatrice senior presso l’Università di Oxford e nota sostenitrice dei leoni, racconta gli abusi subiti per aver dichiarato che in assenza di alternative praticabili, la “caccia ai trofei” è uno strumento efficace che può essere utilizzato per sostenere gli sforzi di conservazione e il benessere umano.

A causa delle sue opinioni, è stata oggetto di numerosi attacchi, sia online che di persona; questi attacchi includono commenti che suggeriscono che sia una “portavoce pagata” per la caccia, “un mostro” e persino alcuni la definiscono una “troia sadica contorta”. Ciò riflette abusi simili subiti dai cacciatori in Germania e Slovacchia.

Altri hanno persino messo in dubbio la sua reputazione di ricercatrice, come l’attore e attivista per il benessere degli animali Peter Egan, che l’ha definita una “scienziata molto limitata”.

È stato persino suggerito che alcuni scienziati potrebbero rimanere in silenzio su questo argomento perché “hanno paura di essere coinvolti in questo dibattito così tossico”. Ciò è particolarmente preoccupante, perché significa che la disinformazione e persino le bugie vere e proprie rimarranno senza risposta.

Al fine di supportare efficacemente la conservazione della fauna selvatica e il sostentamento umano in tutto il mondo, è imperativo continuare a sostenere la scienza e il processo decisionale basato su prove.

Il CIC incoraggia tutti ad adottare un approccio olistico quando ci si trova di fronte ad un’opinione diffusa, il che implica la considerazione degli aspetti sia positivi che negativi.

Progetto di risoluzione del Parlamento Europeo - Biodiversità 2030

13 Gennaio 2021

Vorremmo richiamare la vostra attenzione su un progetto di risoluzione del Parlamento Europeo sulla strategia dell’UE per la biodiversità per il 2030.

E’ stato reso pubblico, anche se ancora in discussione, il testo di tale risoluzione e riteniamo opportuno portare a vostra conoscenza la presenza di un punto in particolare, il 28, che ribadisce la richiesta di un divieto totale del commercio di avorio grezzo e lavorato verso, da e all’interno dell’UE, compresi avorio pre-convenzione e corna di rinoceronte e chiede restrizioni simili per altre specie in via di estinzione e l’esportazione di trofei di caccia per uso personale e non commerciale da parte dei cacciatori.

Inutile sottolineare che il testo lascia ampio spazio a varie forme di interpretazione e, se adottato dall’UE così come è stato formulato, creerebbe problemi riguardo all’importazione/esportazione di trofei di caccia di un certo numero di specie che ricadono sotto il termine generico di “minacciate di estinzione”.

Il CIC sta seguendo l’evoluzione del progetto e sta lavorando a stretto contatto con i partner e i membri dell’UE per garantire che il testo in questione venga cancellato oppure modificato e reso appropriato prima del voto del Parlamento Europeo che non dovrebbe avvenire prima del marzo 2021.

Non si ritiene giustificata una misura urgente in tal senso, soprattutto considerando che l’UE non è più considerata un “campo di battaglia” per tali questioni e che l’UE e i suoi stati membri hanno la capacità di regolamentare tale commercio in modo legale e di prevenire abusi su larga scala.

Se tale punto dovesse essere confermato, non solo minerebbe le disposizioni legali esistenti, che sono in vigore per regolamentare il commercio internazionale di fauna selvatica, ma soprattutto minerebbe le comunità locali i cui mezzi di sussistenza dipendono da risorse sostenibili, legali, e il commercio regolamentato di trofei di caccia come parte di un incentivo provato per la conservazione della fauna selvatica.

Vi terremo informati sulla questione.

Attenzione - tentativi di truffa e phishing

12 Gennaio 2021

Abbiamo ricevuto dalla sede centrale di Budapest comunicazione di tentativi di truffa effettuati tramite l’invio di e-mail ingannevoli che sembrano provenire dal CIC e/o da membri del CIC.

Vi preghiamo pertanto di prestare particolare attenzione a qualsiasi segnale che possa identificare tali messaggi come ad esempio eventuali richieste di pagamento o di aggiornamento dati tramite link o ancora la presenza di allegati sospetti (inclusi i formati .zip, .rar, .exe e .7z)  e di verificare l’indirizzo del mittente nei dettagli della e-mail.

In caso di dubbi è preferibile non aprire alcun collegamento o allegato e contattare la sede CIC per avere la conferma della validità di eventuali e-mail ritenute sospette.

Giornata mondiale della falconeria

16 Novembre 2020

Pubblichiamo quanto ricevuto dal dott. Andrea Villa, Presidente del Gruppo di lavoro falconeria.

“Il video allegato è stato realizzato dall’Emirates Falconers Club, ed è stato diffuso dalla IAF (international association for falconry and conservation of birds of prey). Il video celebra l’anniversario del riconoscimento della Falconeria come patrimonio immateriale dell’umanità in una data, quella del 16 Novembre, che è stata riconosciuta come giornata mondiale della falconeria che si promuove ogni anno.  

Il video inoltre ha lo scopo di mostrare le diverse sfumature della falconeria a livello internazionale e di promuovere la continua collaborazione e scambio di idee e conoscenze tra tutta la comunità mondiale di falconieri. In questo la IAF rappresenta un baluardo che da decenni porta avanti la falconeria e i suoi principi in oltre novanta nazioni di tutto il mondo.”

Riproduci video

Bando del piombo nelle zone umide, ennesimo duro colpo al mondo venatorio dall’Europa: la posizione della Delegazione Italiana del CIC

6 Novembre 2020

Purtroppo è quanto avvenuto in Europa per volontà  della Commissione Ambiente ENVI, che non ha approvato le formali richieste di obiezione finalizzate a  rigettare la proposta della Commissione Europea approvata in REACH Committee concernente il bando del piombo nelle zone umide. La Risoluzione ha ricevuto 33 voti a favore, 42 contrari e 4 astenuti sul totale degli 81 eurodeputati che compongono la Commissione.

È un duro colpo per la Delegazione Nazionale Italiana CIC, che pur essendo non aprioristicamente contraria al divieto di uso del piombo nelle aree umide – normativa  già adottata nel nostro Paese nel contesto delle zone ZPS – si è impegnata nel dare il proprio contributo inviando una lettera a tutti i Parlamentari Europei italiani per richiamare la loro attenzione su alcuni aspetti della bozza proposta. La bozza è eccessivamente penalizzante per il mondo venatorio italiano e foriera di numerosi e costosi contenziosi come la non chiara definizione di zona umida e la detenzione delle munizioni di piombo in prossimità di questa, con l’aggravante dell’azione penale.

La Delegazione Nazionale Italiana CIC ha perciò chiesto ai parlamentari di adoperarsi per un rinvio della votazione al fine di consentire una più profonda analisi della materia e di opporsi al provvedimento così formulato.

“E’ un risultato che lascia dell’amaro in bocca”, commenta Nicolò Amosso, Capo Delegazione CIC Italia “gli ordini di scuderia dei Partiti hanno prevalso sul buonsenso e sulla ragionevolezza di fronte ad argomenti cosi importanti e penalizzanti per il mondo venatorio europeo. Una cosa è certa non demorderemo e in attesa del voto definitivo che si terrà in sessione plenaria del Parlamento Europeo il prossimo novembre continueremo la nostra azione di convincimento presso i componenti del Parlamento Europeo”.

Grande è la riconoscenza per i  Parlamentari Europei  On.li Sergio Berlato, Marco Dreosto e Pietro Fiocchi che hanno saputo ascoltare la nostra voce supportando le nostre razionali richieste.

Leggi l’articolo pubblicato sul numero di Febbraio di Diana

E' mancato Bruno Modugno.

22 Luglio 2020

Membro della nostra Delegazione da molti anni,  responsabile della Commissione Etica e Informazione della Caccia.

Giornalista e scrittore, autore televisivo, regista  ha fondato e diretto  il mensile Caccia +, è stato direttore editoriale del Canale monotematico Seasons  quindi di Caccia e Pesca (Sky), autore e conduttore delle due rubriche settimanali “Parliamo di caccia” e “Andiamo a caccia”.

Presidente della FIDASC (Federazione Italiana Discipline con Armi Sportive e da Caccia).

Ha girato numerosi documentari dedicati alla ricerca etnologica, all’avventura, agli animali, all’ambiente e  scritto  soggetti e sceneggiature per il cinema e la TV,  libri di racconti e romanzi.

Si è sempre speso per la risoluzione  di  problemi venatori  e ha partecipato in prima persona sui giornali, in televisione e in politica alle battaglie in favore della caccia con argomentazioni culturali, biologiche e antropologiche.

Moltissimo è quello che ha fatto per il nostro movimento e i suoi insegnamenti  e la Sua vita  saranno sempre un esemplare  punto di riferimento  per tutti noi.

Ci uniamo commossi  al dolore della Sua  famiglia.

Premio CIC 2020 "La Caccia nell'arte"

5 Giugno 2020

Il premio CIC “La caccia nell’arte” vuole premiare chi ha promosso i valori della caccia e quello che i cacciatori fanno per la natura e la biodiversità. Il tema del premio CIC 2020 è la valorizzazione di tale contributo tramite disegni umoristici. L’obiettivo è trasmettere il messaggio attraverso lo humor e l’arte.

Si richiedono disegni, schizzi, illustrazioni umoristiche senza testo scritto. La data ultima per l’invio delle opere è il 16.08.2020.

Bollettino IAF - Aprile 2020

22 Maggio 2020

Riceviamo dal dott. Andrea Villa, Presidente del Gruppo di Lavoro Falconeria, il Bollettino IAF di Aprile 2020.

CIC Magazine 2020/1

22 Maggio 2020

E’ disponibile, sul sito del CIC Internazionale, l’edizione del primo semestre 2020 del “CIC Magazine” in inglese, francese e tedesco.

Clicca qui 

oppure scarica il pdf della versione inglese

Presentazione Manuale CIC per la Misurazione e la Valutazione dei Trofei di Caccia

30 Aprile 2020

PARLIAMO DI CACCIA CON BRUNO MODUGNO
Caccia SKY TV 235 – Stagione IV, puntata XI lunedi 04.05.2020

“Parliamo di caccia con Bruno Modugno”, la trasmissione di dibattito e informazione sulle problematiche della caccia e dell’ambiente, tornerà in onda nonostante il difficile periodo che il mondo sta attraversando a causa della pandemia che impedisce gli spostamenti e gli incontri. Grazie alle moderne e quotidiane tecnologie è stata realizzata una puntata in cui si è parlato delle popolazioni di ungulati (cinghiali, caprioli, cervi, camosci, daini e mufloni) che popolano i boschi, le macchie e le morene alpine e che in trent’anni, grazie alle mutate condizioni ambientali dovute all’abbandono degli allevamenti e dell’agricoltura tradizionale nella collina e in montagna, e a una oculata gestione, si sono moltiplicate sino a raggiungere numeri fino a ieri impensabili. Sono intervenuti Sandro Nicoloso, tecnico faunistico della DREAM Italia, co-protagonista della reimmissione del cervo in Appennino, e Luca Pellicioli, veterinario e già coordinatore della Commissione Ungulati dell’UNCZA, che ha compiuto un attento monitoraggio sulle Alpi. Il Capo Delegazione italiana del CIC, Nicolò Amosso ha presentato l’ultima edizione del Manuale CIC per la Misurazione e la Valutazione dei trofei di Caccia.

E' mancato Giovanni Bana.

Giovedì 19 marzo è mancato Giovanni Bana, capo della nostra Delegazione dal 2001 al 2018.

Noto avvocato penalista, figura di spicco in ambito venatorio, Giovanni Bana ha dato un grande contributo all’associazionismo venatorio italiano ed europeo.

Autore di molte relazioni scientifiche sia in materia penale-ambientale che in materia venatoria, è stato tra i primi a sostenere che per difendere la tradizione della caccia occorre dimostrarne, con dati rigorosamente studiati e provati, la valenza di attività vitale per la conservazione della fauna selvatica e del suo habitat.

Tanti sono stati i suoi incarichi a livello professionale e venatorio. In particolare nel 1977 è stato cofondatore della FACE, Famiglia allargata dei cacciatori europei e in seguito suo presidente a livello sia europeo che nazionale; è stato cofondatore, insieme ad amici di tante nazionalità, della Fondazione europea Il Nibbio e nel 1995 di AACT, Associazione degli Amici delle Cacce Tradizionali.

Ha fatto parte del Comitato tecnico venatorio nazionale,  è stato segretario generale a partire dal 1963, poi presidente nazionale dal 1978 fino ai primi mesi del 2010, poi presidente onorario di Anuu Migratoristi, Associazione dei migratoristi italiani per la Conservazione dell’ambiente naturale; e da ultimo, ha presieduto la Commissione del Diritto penale degli affari e dell’ambiente della Ue.

Moltissimo è ciò che ha fatto per il nostro movimento. L ‘Assemblea Generale di Milano del 2014 da Lui magistralmente organizzata ha raccolto un grande successo ed è stata considerata dalle Delegazioni del CIC presenti una delle assemblee meglio riuscite.

Giovanni Bana ci ha lasciato in eredità un’inestimabile lezione di professionalità e di vita.

Ci uniamo al dolore della consorte Maria Pia Borromeo, ai figli Alessandra e Antonio.

Trofei italiani premiati con le prestigiose medaglie d’oro del CIC

20 Aprile 2020

A febbraio 2020 due differenti Commissioni Internazionali hanno conferito a due importanti trofei di camoscio la medaglia d’oro del CIC.

I trofei soddisfacevano i requisiti richiesti dal CIC per il rilascio di tale attestato, la provenienza da terreno libero non recintato e la preparazione in bianco a cranio intero.

Le Commissioni erano composte da tre Senior International Trophy Judge di diverse nazionalità di cui uno solo di questi  italiano.

Tali valutazioni si sono svolte a Padenghe in occasione dei Corsi per CCM organizzati da ABIF con il patrocinio della Delegazione italiana.

Successivamente il Comitato Tecnico del CIC, esaminati i documenti, le valutazioni e le  fotografie del trofeo  frontali e  laterali, ha dato l’approvazione finale.

 

La prima medaglia d ‘oro del CIC è stata assegnata al trofeo di camoscio femmina di 16 anni a cui sono stati attribuiti 110,03 P.ti CIC . L’animale è stato prelevato nel Comprensorio Alpino di Biella da Massimo Miana. 

La seconda medaglia d’oro è stata attribuita a un camoscio maschio di 9 anni che ha raggiunto i 115,03 P.ti CIC.

Il proprietario è Mauro Bagnis  e l’animale  proviene dal Comprensorio Alpino di Bagni di Vinadio (Cn).

Convegno “Biodiversità Gestione e Conservazione – Progettare un futuro europeo”

31 Gennaio 2020

Grande riscontro ha avuto il convegno promosso a Torino dall’Europarlamentare Pietro Fiocchi intitolato “Biodiversità Gestione e Conservazione – Progettare un futuro europeo”.

 

L’evento è stato organizzato dall’ ECR, il Gruppo Europeo Conservatori e Riformisti, e si è tenuto il 31 gennaio presso il Centro Congressi dell’Unione Industriali di Torino.

Relatori di grande spessore, e fama internazionale, hanno affrontato argomentazioni legate all’ambiente e alla sua gestione, illustrando le problematiche legate alla presenza della fauna selvatica, dagli aspetti sanitari a quelli legati al diffondersi di fauna alloctona o comunque “problematica”, come nel caso di cinghiale e lupo.

Alla fine una tavola rotonda ha messo a confronto il mondo politico con agricoltori, cacciatori e ambientalisti.

Erano presenti come relatori i Professori Universitari Marco Apollonio, Ezio Ferroglio e lo sloveno Bostjan Pokorny, oltre alla francese Michèle Boudoin, grintosissima Presidentessa della Federation National Ovine.

 

Alla tavola rotonda, che ne è seguita,  hanno partecipato, oltre all’On. Fiocchi, il Vicepresidente di Regione Piemonte Fabio Carosso, i Presidenti regionali di Coldiretti, CIA e Confagricoltura, rispettivamente Roberto Moncalvo, Gabriele Carenini, Enrico Allasia, i Presidenti nazionali di ANLC e ANUU Migratoristi Paolo Sparvoli e Marco Castellani, in rappresentanza del mondo ambientalista il direttore della rivista Wilderness Franco Zunino. Ha moderato l’incontro Alessandro Bassignana.

Allegati gli atti del convegno, con la nota che si tratta di materiale di proprietà degli autori, e quindi ogni utilizzo al di fuori della mera consultazione è vietato.

Scarica allegati:

 

Si ringrazia il dott. Alberto Benatti per i preziosi materiali condivisi.

Rapporto annuale National Trophy Evaluation System

26 febbraio 2020

E’ arrivato, dal CIC Conservation Officer, il consueto rapporto annuale sugli inserimenti da parte dei Senior International Trophy Judges (STJ) e Certified CIC Measurers (CCM) italiani nel TES.
Come per il 2018 anche per il 2019 il risultato è stato straordinario. I trofei registrati dai vari paesi sono stati 3984 e l’Italia ha contribuito per l’11% pari a 448 valutazioni.
Anche quest’anno abbiamo avuto i complimenti e i ringraziamenti dal Quartier Generale del CIC per lo “…straordinario lavoro dei STJ e CCM italiani”.
Attualmente, dopo i due corsi per CCM, tenutisi recentemente a Padenghe, il nostro Paese conta 5 STJ e 132 CCM.

Corsi per il conseguimento della qualifica di misuratore certificato CIC (CCM)

20 febbraio 2020

Si sono tenuti, nel mese di febbraio, a Padenghe, due corsi di trofeistica di ungulati e carnivori nazionali organizzati dal CIC internazionale in collaborazione con l’Accademia Biometrica Faunistica Italiana (ABIF), membro della Delegazione Italiana.
I corsi hanno avuto grande successo con ben 28 partecipanti al primo corso nei giorni 1 e 2 febbraio e 30 partecipanti al secondo corso del 15-16 febbraio.

Assemblea 2020 della Delegazione Italiana del CIC

8 febbraio 2020

Si è tenuta sabato 8 febbraio 2020 a Vicenza, in occasione del HIT SHOW, la nostra Assemblea annuale.
Dopo l’introduzione del Capo Delegazione dott. Nicolò Amosso e la relazione finanziaria del Tesoriere prof. Carlo Albero Pejrone, e dopo aver discusso e deliberato quanto previsto all’Ordine del Giorno, il Capo Delegazione ha accolto con un caloroso benvenuto i nuovi Membri della Delegazione, dopodiché numerosi sono stati gli argomenti trattati: è stato presentato il nuovo sito web completamente rinnovato nella veste grafica e nella navigabilità, il neo membro ing. Giorgio Boscarol ha poi relazionato sullo studio che ha portato all’attribuzione di un punteggio al medagliere della Rupicapra pyrenaica ornata. A seguire è stato presentato e omaggiato a tutti i presenti il nuovo “Manuale CIC per la Misurazione e la Valutazione dei Trofei di Caccia” stampato con il contributo della Delegazione.
Si è poi parlato dell’importante progetto, attualmente in fase di avanzata realizzazione, sul Cervo sardo per il quale sono previsti una Commissione scientifica ABIF per la rilevazione dei parametri biometrici dei trofei contenuti nel Museo di Settefratelli a Cagliari, nonché una importante collaborazione con l’Università di Sassari che si concretizzerà anche con una borsa di studio da parte della Delegazione.
Il dott. Nicolò Amosso e il prof. Giovanni Persona (Presidente ABIF) hanno consegnato all’ing. Boscarol l’attestato ABIF per lo studio sul camoscio appenninico e, dopo un conviviale lunch a buffet, i presenti sono stati piacevolmente intrattenuti dal CIC Expert Bepi Audino sul tema “Il patrimonio faunistico alpino: quale futuro?” con la proiezione di un filmato prodotto con il figlio Roberto e con una importante presentazione con la quale ha trattato in modo approfondito l’andamento della fauna delle Alpi, reintroduzioni, declino, nuove presenze, difficoltà della fauna selvatica ungulata e dell’avifauna citando le uniche fonti attendibili ed aggiornate oggi disponibili fornite da UNCZA.

Assegnato il punteggio CIC al Camoscio appenninico, Rupicapra pyrenaica ornata

8 febbraio 2020

Il camoscio appenninico, specie endemica del centro Italia, oggetto di numerosi studi dei maggiori ricercatori, non è mai stato considerato dal punto di vista del punteggio del trofeo, perciò nel Manuale e nelle schede CIC il medagliere non è definito.
Il percorso per l’assegnazione del punteggio CIC  è iniziato nel 2010 con una commissione di valutazione esplorativa organizzata dalla commissione Grand Gibier E&T presso il Museo del Parco di Pescasseroli ed  è stato  ultimato da una seconda commissione di valutazione nel 2018 coordinata  dalla neocostituita Accademia Biometrica Faunistica Italiana, membro della Delegazione italiana del CIC.
La relazione conclusiva, firmata dall’ing. Boscarol CCM, è stata presentata all’ultimo Trophy Evaluating Board, tenutosi a  Budakeszi, in Ungheria, il 3-4 agosto 2019, per l’approvazione definitiva.
I Senior Trophy Judges delle Delegazioni europee hanno ratificato la proposta italiana assegnando  un medagliere maggiorato di due punti per entrambi i generi, ponendo cosi il camoscio appenninico al vertice, come punteggio CIC, di  tutte le Rupicapra conosciute.
Il lavoro di entrambe le commissioni è stato particolarmente impegnativo perché  molti dei reperti messi a disposizione dal Museo erano danneggiati e perché  la particolare uncinatura del camoscio d’Abruzzo, come è stato segnalato in entrambe le commissioni, ha reso necessario un ulteriore filtro per stabilire il genere in quanto la curvatura dei maschi e delle femmine appenniniche non differisce con la stessa evidenza del camoscio alpino.
La Delegazione nazionale del CIC e l’Accademia Biometrica Faunistica Italiana, dopo questo indubbio successo, proseguono nel programma di valorizzazione delle specie endemiche italiane dal punto di vista trofeistico.

Incontro della Delegazione italiana con il Presidente Internazionale George Aman

8 febbraio 2020

Lo scorso 20 settembre, presso l’hotel Michelangelo di Milano, accogliendo il Presidente Aman e i partecipanti, il Capo Delegazione Nicolò Amosso dopo le presentazioni di rito ha brevemente illustrato le recenti realizzazioni e i progetti del CIC Italia:

  • l’imminente pubblicazione del manuale CIC sulla misurazione dei trofei tradotto in italiano in sinergia con l’Accademia Biometrica Faunistica Italiana (ABIF);
  • Il patrocinio dei due corsi per Misuratori Certificati CIC che si terranno a Padenghe sul lago di Garda nel 2020, seguiti molto probabilmente da un terzo in una prestigiosa location. Il notevole successo riscontrato dai corsi è un fenomeno tutto italiano perché, a differenza dei CCM stranieri – prevalentemente dipendenti di Ministeri o di Associazioni venatorie – i misuratori sono volontari che si aggiornano e operano con professionalità a titolo gratuito;
  • la partecipazione al Trophy Evaluation Board del CIC a Budakeszi (HU) dove i numerosi aggiornamenti del Manuale CIC proposti dalla rappresentanza italiana hanno ottenuto approvazione;
  • la presentazione al board di un articolato studio pluriennale firmato dal CCM ing. Giorgio Boscarol, finalizzato al conseguimento del medagliere del camoscio appenninico (Rupicapra phyrenaica ornata), fino ad ora l’unico mancante tra le altre sottospecie, poi approvato;
  • il disegno di valorizzazione delle specie endemiche italiane avrà un seguito con la progettata comparazione tra il cervo sardo, il cervo della Mesola e il cervo barbaro dell’Atlante, attraverso una missione in Sardegna.

Successivamente il Presidente Aman ha trattato aspetti economici-organizzativi e concentrando l’attenzione sul crescente problema dell’opposizione alla caccia che si manifesta in varie parti del mondo e sulle tante azioni che il CIC svolge per aumentare la consapevolezza che la caccia possa agire, se effettuata correttamente, come salvaguardia dell’equilibrio faunistico e ambientale. Al momento, data la gravità del problema, l’associazione destina la quasi totalità delle risorse disponibili a questo scopo.

Poiché tali risorse provengono unicamente dalle quote associative e dalle donazioni, il Presidente Aman auspica un aumento di queste ultime, in particolare attraverso l’asta che si terrà in occasione dell’assemblea generale di Riga il prossimo maggio, tenendo anche conto che si prevede un numero maggiore di partecipanti rispetto all’assemblea di Windhoek del 2019.

Le Delegazioni nazionali ne avranno vantaggio in quanto una percentuale delle donazioni prodotte resterà a loro disposizione per le proprie attività istituzionali.
La riunione è continuata nel pomeriggio con la relazione del dott. Francesco Riga, ricercatore dell’ISPRA, sulla situazione del camoscio alpino in Italia e da alcuni fenomeni di sofferenza causata dai mutamenti climatici, dal riscaldamento globale, dalla distruzione dell’habitat, dei disturbi dovuti alle attività creative, alle malattie, le forme di caccia insostenibili, come denunciato dal CIC nella sua mozione che presenterà al Congresso mondiale del IUCN:

RECOGNIZING that especially in Alpine chamois (Rupicapra r. rupicapra) is under pressure due to global warming, habitat destruction, disturbance by recreational activities and emerging diseases“.

La Delegazione italiana ha inserito il tema nel programma dell’incontro per fare il punto su questa specie che nobilita da sempre le Alpi.
Di fronte a un parterre rappresentativo delle regioni alpine tra cui il dott. Bruno Vigna, Presidente della Commissione Grand Gibier E&T del CIC, il dott. arch. Sandro Flaim, Presidente dell’UNCZA, il dott. Stefano Filacorda ricercatore e coordinatore del gruppo Conservazione e gestione della fauna selvatica Università di Udine, il prof. Giovanni Persona, Presidente ABIF, il dott. Gianfranco Malisan, Sandro Covi, vice presidente dell’Associazione Cacciatori Alto Adige, il Presidente Aman ha voluto precisare che il problema, dopo il preoccupante allarme iniziale, si è notevolmente ridimensionato perché delle sette nazioni interessate all’areale della specie solo due, la Baviera e l’Austria, hanno problemi, dovuti a diversi fattori tra cui quelli gestionali.
La relazione del dott. Riga ha sviluppato a 360° gli aspetti positivi e potenzialmente negativi della gestione italiana.
La specie Rupicapra, divisa in alpina e pirenaica, vanta tre sottospecie ciascuna circoscritte in pochi rifugi glaciali, il maggiore dei quali è rappresentato dalla catena alpina.
La consistenza della popolazione italiana è di difficile quantizzazione, risentendo della mancanza di collaborazione tra l’Istituto ed alcune realtà regionali, nonostante questo i dati raccolti forniscono un sufficiente quadro del trend della specie. Nelle aree dove è stata reintrodotta, pur sottoposta al prelievo venatorio, la specie non ha criticità e vede costanti incrementi in alcune aree, ad esempio il monte Baldo e il mantenimento di una confortante stabilità in Lessinia.
Oltre al censimento la situazione può essere monitorata anche con altri parametri come il prelievo e i piani di assegnazione che forniscono dati sulla distribuzione delle classi di età anche a fronte di soglie minime (3 capi per 100 ettari) che ovviamente limitano la percentuale di un prelievo doverosamente sostenibile ed accettabile.
La stagione del periodo venatorio ha grande importanza perché deve garantire la massima protezione nel periodo invernale anche a scapito di quella degli amori e il rispetto delle femmine quando hanno maturato esperienza parentale nei confronti dei capretti.
Le piste da sci e fondo vengono presto accettate dalle popolazioni di camoscio mentre sono estremamente dannose le attività fuori pista.
L’elemento disturbante non è solo l‘uomo perché il camoscio soffre anche la presenza di specie presenti da sempre come il cervo o da poco come il muflone.
La riduzione della monticazione, se per un certo periodo ha favorito le specie selvatiche, si sta dimostrando penalizzante in quanto, le aree di pascolo in altura, sono via via invase dalle piante.
Il tema delle malattie è conosciuto da tempo ma ultimamente va correlato anche con il mutato clima che vede le Alpi tra le aree che maggiormente subiscono l’aumento della temperatura. Le conseguenze si possono riassumere nell’ aumento della piovosità a scapito dell’innevamento e la colonizzazione delle latifoglie a quote molto superiori che comportano la possibilità per molte specie di sopravvivere in areali prima occupati quasi esclusivamente dal camoscio.
I già citati muflone e cervo ma anche predatori come il lupo si sono alzati di quota e insieme a loro la presenza di zecche ed altri portatori di patologie prima sconosciute al camoscio.
 Questi problemi sono già presenti in alcune aree dell’Appennino Centrale dove il camoscio ornato si trova a competere con il cervo, il cinghiale e a fronteggiare le escursioni umane senza regole.
La conclusione è che al momento non vi è nessun indicatore che possa preoccupare una specie così adattabile che può vivere anche ad altezze di poche centinaia di metri. Tuttavia è necessario che non vengano modificate alcune condizioni fondamentali dell’ambiente.
Gli Interventi del dott. Gianfranco Malisan, del dott. Stefano Filacorda e di Sandro Covi confermano da più regioni alpine lo stato di salute del camoscio e il dott. Sandro Flaim ha portato l’esperienza UNCZA che si è dotata di una catena di monitoraggio estesa dalle Alpi Marittime alle Giulie i cui dati, aggiornatissimi, collimano con quanto asserito dal dott. Riga.