ATTIVITÀ E NEWS

Bollettino IAF - Aprile 2020

22 Maggio 2020

Riceviamo dal dott. Andrea Villa, Presidente del Gruppo di Lavoro Falconeria, il Bollettino IAF di Aprile 2020.

CIC Magazine 2020/1

22 Maggio 2020

E’ disponibile, sul sito del CIC Internazionale, l’edizione del primo semestre 2020 del “CIC Magazine” in inglese, francese e tedesco.

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Presentazione Manuale CIC per la Misurazione e la Valutazione dei Trofei di Caccia

30 Aprile 2020

PARLIAMO DI CACCIA CON BRUNO MODUGNO
Caccia SKY TV 235 – Stagione IV, puntata XI lunedi 04.05.2020

“Parliamo di caccia con Bruno Modugno”, la trasmissione di dibattito e informazione sulle problematiche della caccia e dell’ambiente, tornerà in onda nonostante il difficile periodo che il mondo sta attraversando a causa della pandemia che impedisce gli spostamenti e gli incontri. Grazie alle moderne e quotidiane tecnologie è stata realizzata una puntata in cui si è parlato delle popolazioni di ungulati (cinghiali, caprioli, cervi, camosci, daini e mufloni) che popolano i boschi, le macchie e le morene alpine e che in trent’anni, grazie alle mutate condizioni ambientali dovute all’abbandono degli allevamenti e dell’agricoltura tradizionale nella collina e in montagna, e a una oculata gestione, si sono moltiplicate sino a raggiungere numeri fino a ieri impensabili. Sono intervenuti Sandro Nicoloso, tecnico faunistico della DREAM Italia, co-protagonista della reimmissione del cervo in Appennino, e Luca Pellicioli, veterinario e già coordinatore della Commissione Ungulati dell’UNCZA, che ha compiuto un attento monitoraggio sulle Alpi. Il Capo Delegazione italiana del CIC, Nicolò Amosso ha presentato l’ultima edizione del Manuale CIC per la Misurazione e la Valutazione dei trofei di Caccia.

E’ mancato Giovanni Bana

Giovedì 19 marzo è mancato Giovanni Bana, capo della nostra Delegazione dal 2001 al 2018.

Noto avvocato penalista, figura di spicco in ambito venatorio, Giovanni Bana ha dato un grande contributo all’associazionismo venatorio italiano ed europeo.

Autore di molte relazioni scientifiche sia in materia penale-ambientale che in materia venatoria, è stato tra i primi a sostenere che per difendere la tradizione della caccia occorre dimostrarne, con dati rigorosamente studiati e provati, la valenza di attività vitale per la conservazione della fauna selvatica e del suo habitat.

Tanti sono stati i suoi incarichi a livello professionale e venatorio. In particolare nel 1977 è stato cofondatore della FACE, Famiglia allargata dei cacciatori europei e in seguito suo presidente a livello sia europeo che nazionale; è stato cofondatore, insieme ad amici di tante nazionalità, della Fondazione europea Il Nibbio e nel 1995 di AACT, Associazione degli Amici delle Cacce Tradizionali.

Ha fatto parte del Comitato tecnico venatorio nazionale,  è stato segretario generale a partire dal 1963, poi presidente nazionale dal 1978 fino ai primi mesi del 2010, poi presidente onorario di Anuu Migratoristi, Associazione dei migratoristi italiani per la Conservazione dell’ambiente naturale; e da ultimo, ha presieduto la Commissione del Diritto penale degli affari e dell’ambiente della Ue.

Moltissimo è ciò che ha fatto per il nostro movimento. L ‘Assemblea Generale di Milano del 2014 da Lui magistralmente organizzata ha raccolto un grande successo ed è stata considerata dalle Delegazioni del CIC presenti una delle assemblee meglio riuscite.

Giovanni Bana ci ha lasciato in eredità un’inestimabile lezione di professionalità e di vita.

Ci uniamo al dolore della consorte Maria Pia Borromeo, ai figli Alessandra e Antonio.

Trofei italiani premiati con le prestigiose medaglie d’oro del CIC

20 Aprile 2020

A febbraio 2020 due differenti Commissioni Internazionali hanno conferito a due importanti trofei di camoscio la medaglia d’oro del CIC.

I trofei soddisfacevano i requisiti richiesti dal CIC per il rilascio di tale attestato, la provenienza da terreno libero non recintato e la preparazione in bianco a cranio intero.

Le Commissioni erano composte da tre Senior International Trophy Judge di diverse nazionalità di cui uno solo di questi  italiano.

Tali valutazioni si sono svolte a Padenghe in occasione dei Corsi per CCM organizzati da ABIF con il patrocinio della Delegazione italiana.

Successivamente il Comitato Tecnico del CIC, esaminati i documenti, le valutazioni e le  fotografie del trofeo  frontali e  laterali, ha dato l’approvazione finale.

 

La prima medaglia d ‘oro del CIC è stata assegnata al trofeo di camoscio femmina di 16 anni a cui sono stati attribuiti 110,03 P.ti CIC . L’animale è stato prelevato nel Comprensorio Alpino di Biella da Massimo Miana. 

La seconda medaglia d’oro è stata attribuita a un camoscio maschio di 9 anni che ha raggiunto i 115,03 P.ti CIC.

Il proprietario è Mauro Bagnis  e l’animale  proviene dal Comprensorio Alpino di Bagni di Vinadio (Cn).

Convegno “Biodiversità Gestione e Conservazione – Progettare un futuro europeo”

31 Gennaio 2020

Grande riscontro ha avuto il convegno promosso a Torino dall’Europarlamentare Pietro Fiocchi intitolato “Biodiversità Gestione e Conservazione – Progettare un futuro europeo”.

 

L’evento è stato organizzato dall’ ECR, il Gruppo Europeo Conservatori e Riformisti, e si è tenuto il 31 gennaio presso il Centro Congressi dell’Unione Industriali di Torino.

Relatori di grande spessore, e fama internazionale, hanno affrontato argomentazioni legate all’ambiente e alla sua gestione, illustrando le problematiche legate alla presenza della fauna selvatica, dagli aspetti sanitari a quelli legati al diffondersi di fauna alloctona o comunque “problematica”, come nel caso di cinghiale e lupo.

Alla fine una tavola rotonda ha messo a confronto il mondo politico con agricoltori, cacciatori e ambientalisti.

Erano presenti come relatori i Professori Universitari Marco Apollonio, Ezio Ferroglio e lo sloveno Bostjan Pokorny, oltre alla francese Michèle Boudoin, grintosissima Presidentessa della Federation National Ovine.

 

Alla tavola rotonda, che ne è seguita,  hanno partecipato, oltre all’On. Fiocchi, il Vicepresidente di Regione Piemonte Fabio Carosso, i Presidenti regionali di Coldiretti, CIA e Confagricoltura, rispettivamente Roberto Moncalvo, Gabriele Carenini, Enrico Allasia, i Presidenti nazionali di ANLC e ANUU Migratoristi Paolo Sparvoli e Marco Castellani, in rappresentanza del mondo ambientalista il direttore della rivista Wilderness Franco Zunino. Ha moderato l’incontro Alessandro Bassignana.

Allegati gli atti del convegno, con la nota che si tratta di materiale di proprietà degli autori, e quindi ogni utilizzo al di fuori della mera consultazione è vietato.

Scarica allegati:

 

Si ringrazia il dott. Alberto Benatti per i preziosi materiali condivisi.

Rapporto annuale National Trophy Evaluation System

26 febbraio 2020

E’ arrivato, dal CIC Conservation Officer, il consueto rapporto annuale sugli inserimenti da parte dei Senior International Trophy Judges (STJ) e Certified CIC Measurers (CCM) italiani nel TES.
Come per il 2018 anche per il 2019 il risultato è stato straordinario. I trofei registrati dai vari paesi sono stati 3984 e l’Italia ha contribuito per l’11% pari a 448 valutazioni.
Anche quest’anno abbiamo avuto i complimenti e i ringraziamenti dal Quartier Generale del CIC per lo “…straordinario lavoro dei STJ e CCM italiani”.
Attualmente, dopo i due corsi per CCM, tenutisi recentemente a Padenghe, il nostro Paese conta 5 STJ e 132 CCM.

Corsi per il conseguimento della qualifica di misuratore certificato CIC (CCM)

20 febbraio 2020

Si sono tenuti, nel mese di febbraio, a Padenghe, due corsi di trofeistica di ungulati e carnivori nazionali organizzati dal CIC internazionale in collaborazione con l’Accademia Biometrica Faunistica Italiana (ABIF), membro della Delegazione Italiana.
I corsi hanno avuto grande successo con ben 28 partecipanti al primo corso nei giorni 1 e 2 febbraio e 30 partecipanti al secondo corso del 15-16 febbraio.

Assemblea 2020 della Delegazione Italiana del CIC

8 febbraio 2020

Si è tenuta sabato 8 febbraio 2020 a Vicenza, in occasione del HIT SHOW, la nostra Assemblea annuale.
Dopo l’introduzione del Capo Delegazione dott. Nicolò Amosso e la relazione finanziaria del Tesoriere prof. Carlo Albero Pejrone, e dopo aver discusso e deliberato quanto previsto all’Ordine del Giorno, il Capo Delegazione ha accolto con un caloroso benvenuto i nuovi Membri della Delegazione, dopodiché numerosi sono stati gli argomenti trattati: è stato presentato il nuovo sito web completamente rinnovato nella veste grafica e nella navigabilità, il neo membro ing. Giorgio Boscarol ha poi relazionato sullo studio che ha portato all’attribuzione di un punteggio al medagliere della Rupicapra pyrenaica ornata. A seguire è stato presentato e omaggiato a tutti i presenti il nuovo “Manuale CIC per la Misurazione e la Valutazione dei Trofei di Caccia” stampato con il contributo della Delegazione.
Si è poi parlato dell’importante progetto, attualmente in fase di avanzata realizzazione, sul Cervo sardo per il quale sono previsti una Commissione scientifica ABIF per la rilevazione dei parametri biometrici dei trofei contenuti nel Museo di Settefratelli a Cagliari, nonché una importante collaborazione con l’Università di Sassari che si concretizzerà anche con una borsa di studio da parte della Delegazione.
Il dott. Nicolò Amosso e il prof. Giovanni Persona (Presidente ABIF) hanno consegnato all’ing. Boscarol l’attestato ABIF per lo studio sul camoscio appenninico e, dopo un conviviale lunch a buffet, i presenti sono stati piacevolmente intrattenuti dal CIC Expert Bepi Audino sul tema “Il patrimonio faunistico alpino: quale futuro?” con la proiezione di un filmato prodotto con il figlio Roberto e con una importante presentazione con la quale ha trattato in modo approfondito l’andamento della fauna delle Alpi, reintroduzioni, declino, nuove presenze, difficoltà della fauna selvatica ungulata e dell’avifauna citando le uniche fonti attendibili ed aggiornate oggi disponibili fornite da UNCZA.

Assegnato il punteggio CIC al Camoscio appenninico, Rupicapra pyrenaica ornata

8 febbraio 2020

Il camoscio appenninico, specie endemica del centro Italia, oggetto di numerosi studi dei maggiori ricercatori, non è mai stato considerato dal punto di vista del punteggio del trofeo, perciò nel Manuale e nelle schede CIC il medagliere non è definito.
Il percorso per l’assegnazione del punteggio CIC  è iniziato nel 2010 con una commissione di valutazione esplorativa organizzata dalla commissione Grand Gibier E&T presso il Museo del Parco di Pescasseroli ed  è stato  ultimato da una seconda commissione di valutazione nel 2018 coordinata  dalla neocostituita Accademia Biometrica Faunistica Italiana, membro della Delegazione italiana del CIC.
La relazione conclusiva, firmata dall’ing. Boscarol CCM, è stata presentata all’ultimo Trophy Evaluating Board, tenutosi a  Budakeszi, in Ungheria, il 3-4 agosto 2019, per l’approvazione definitiva.
I Senior Trophy Judges delle Delegazioni europee hanno ratificato la proposta italiana assegnando  un medagliere maggiorato di due punti per entrambi i generi, ponendo cosi il camoscio appenninico al vertice, come punteggio CIC, di  tutte le Rupicapra conosciute.
Il lavoro di entrambe le commissioni è stato particolarmente impegnativo perché  molti dei reperti messi a disposizione dal Museo erano danneggiati e perché  la particolare uncinatura del camoscio d’Abruzzo, come è stato segnalato in entrambe le commissioni, ha reso necessario un ulteriore filtro per stabilire il genere in quanto la curvatura dei maschi e delle femmine appenniniche non differisce con la stessa evidenza del camoscio alpino.
La Delegazione nazionale del CIC e l’Accademia Biometrica Faunistica Italiana, dopo questo indubbio successo, proseguono nel programma di valorizzazione delle specie endemiche italiane dal punto di vista trofeistico.

Incontro della Delegazione italiana con il Presidente Internazionale George Aman

8 febbraio 2020

Lo scorso 20 settembre, presso l’hotel Michelangelo di Milano, accogliendo il Presidente Aman e i partecipanti, il Capo Delegazione Nicolò Amosso dopo le presentazioni di rito ha brevemente illustrato le recenti realizzazioni e i progetti del CIC Italia:

  • l’imminente pubblicazione del manuale CIC sulla misurazione dei trofei tradotto in italiano in sinergia con l’Accademia Biometrica Faunistica Italiana (ABIF);
  • Il patrocinio dei due corsi per Misuratori Certificati CIC che si terranno a Padenghe sul lago di Garda nel 2020, seguiti molto probabilmente da un terzo in una prestigiosa location. Il notevole successo riscontrato dai corsi è un fenomeno tutto italiano perché, a differenza dei CCM stranieri – prevalentemente dipendenti di Ministeri o di Associazioni venatorie – i misuratori sono volontari che si aggiornano e operano con professionalità a titolo gratuito;
  • la partecipazione al Trophy Evaluation Board del CIC a Budakeszi (HU) dove i numerosi aggiornamenti del Manuale CIC proposti dalla rappresentanza italiana hanno ottenuto approvazione;
  • la presentazione al board di un articolato studio pluriennale firmato dal CCM ing. Giorgio Boscarol, finalizzato al conseguimento del medagliere del camoscio appenninico (Rupicapra phyrenaica ornata), fino ad ora l’unico mancante tra le altre sottospecie, poi approvato;
  • il disegno di valorizzazione delle specie endemiche italiane avrà un seguito con la progettata comparazione tra il cervo sardo, il cervo della Mesola e il cervo barbaro dell’Atlante, attraverso una missione in Sardegna.

Successivamente il Presidente Aman ha trattato aspetti economici-organizzativi e concentrando l’attenzione sul crescente problema dell’opposizione alla caccia che si manifesta in varie parti del mondo e sulle tante azioni che il CIC svolge per aumentare la consapevolezza che la caccia possa agire, se effettuata correttamente, come salvaguardia dell’equilibrio faunistico e ambientale. Al momento, data la gravità del problema, l’associazione destina la quasi totalità delle risorse disponibili a questo scopo.

Poiché tali risorse provengono unicamente dalle quote associative e dalle donazioni, il Presidente Aman auspica un aumento di queste ultime, in particolare attraverso l’asta che si terrà in occasione dell’assemblea generale di Riga il prossimo maggio, tenendo anche conto che si prevede un numero maggiore di partecipanti rispetto all’assemblea di Windhoek del 2019.

Le Delegazioni nazionali ne avranno vantaggio in quanto una percentuale delle donazioni prodotte resterà a loro disposizione per le proprie attività istituzionali.
La riunione è continuata nel pomeriggio con la relazione del dott. Francesco Riga, ricercatore dell’ISPRA, sulla situazione del camoscio alpino in Italia e da alcuni fenomeni di sofferenza causata dai mutamenti climatici, dal riscaldamento globale, dalla distruzione dell’habitat, dei disturbi dovuti alle attività creative, alle malattie, le forme di caccia insostenibili, come denunciato dal CIC nella sua mozione che presenterà al Congresso mondiale del IUCN:

RECOGNIZING that especially in Alpine chamois (Rupicapra r. rupicapra) is under pressure due to global warming, habitat destruction, disturbance by recreational activities and emerging diseases“.

La Delegazione italiana ha inserito il tema nel programma dell’incontro per fare il punto su questa specie che nobilita da sempre le Alpi.
Di fronte a un parterre rappresentativo delle regioni alpine tra cui il dott. Bruno Vigna, Presidente della Commissione Grand Gibier E&T del CIC, il dott. arch. Sandro Flaim, Presidente dell’UNCZA, il dott. Stefano Filacorda ricercatore e coordinatore del gruppo Conservazione e gestione della fauna selvatica Università di Udine, il prof. Giovanni Persona, Presidente ABIF, il dott. Gianfranco Malisan, Sandro Covi, vice presidente dell’Associazione Cacciatori Alto Adige, il Presidente Aman ha voluto precisare che il problema, dopo il preoccupante allarme iniziale, si è notevolmente ridimensionato perché delle sette nazioni interessate all’areale della specie solo due, la Baviera e l’Austria, hanno problemi, dovuti a diversi fattori tra cui quelli gestionali.
La relazione del dott. Riga ha sviluppato a 360° gli aspetti positivi e potenzialmente negativi della gestione italiana.
La specie Rupicapra, divisa in alpina e pirenaica, vanta tre sottospecie ciascuna circoscritte in pochi rifugi glaciali, il maggiore dei quali è rappresentato dalla catena alpina.
La consistenza della popolazione italiana è di difficile quantizzazione, risentendo della mancanza di collaborazione tra l’Istituto ed alcune realtà regionali, nonostante questo i dati raccolti forniscono un sufficiente quadro del trend della specie. Nelle aree dove è stata reintrodotta, pur sottoposta al prelievo venatorio, la specie non ha criticità e vede costanti incrementi in alcune aree, ad esempio il monte Baldo e il mantenimento di una confortante stabilità in Lessinia.
Oltre al censimento la situazione può essere monitorata anche con altri parametri come il prelievo e i piani di assegnazione che forniscono dati sulla distribuzione delle classi di età anche a fronte di soglie minime (3 capi per 100 ettari) che ovviamente limitano la percentuale di un prelievo doverosamente sostenibile ed accettabile.
La stagione del periodo venatorio ha grande importanza perché deve garantire la massima protezione nel periodo invernale anche a scapito di quella degli amori e il rispetto delle femmine quando hanno maturato esperienza parentale nei confronti dei capretti.
Le piste da sci e fondo vengono presto accettate dalle popolazioni di camoscio mentre sono estremamente dannose le attività fuori pista.
L’elemento disturbante non è solo l‘uomo perché il camoscio soffre anche la presenza di specie presenti da sempre come il cervo o da poco come il muflone.
La riduzione della monticazione, se per un certo periodo ha favorito le specie selvatiche, si sta dimostrando penalizzante in quanto, le aree di pascolo in altura, sono via via invase dalle piante.
Il tema delle malattie è conosciuto da tempo ma ultimamente va correlato anche con il mutato clima che vede le Alpi tra le aree che maggiormente subiscono l’aumento della temperatura. Le conseguenze si possono riassumere nell’ aumento della piovosità a scapito dell’innevamento e la colonizzazione delle latifoglie a quote molto superiori che comportano la possibilità per molte specie di sopravvivere in areali prima occupati quasi esclusivamente dal camoscio.
I già citati muflone e cervo ma anche predatori come il lupo si sono alzati di quota e insieme a loro la presenza di zecche ed altri portatori di patologie prima sconosciute al camoscio.
 Questi problemi sono già presenti in alcune aree dell’Appennino Centrale dove il camoscio ornato si trova a competere con il cervo, il cinghiale e a fronteggiare le escursioni umane senza regole.
La conclusione è che al momento non vi è nessun indicatore che possa preoccupare una specie così adattabile che può vivere anche ad altezze di poche centinaia di metri. Tuttavia è necessario che non vengano modificate alcune condizioni fondamentali dell’ambiente.
Gli Interventi del dott. Gianfranco Malisan, del dott. Stefano Filacorda e di Sandro Covi confermano da più regioni alpine lo stato di salute del camoscio e il dott. Sandro Flaim ha portato l’esperienza UNCZA che si è dotata di una catena di monitoraggio estesa dalle Alpi Marittime alle Giulie i cui dati, aggiornatissimi, collimano con quanto asserito dal dott. Riga.

La sede amministrativa è a Budakeszi (Hu)
www.cic-wildlife.org

Capo Delegazione italiana
Nicolò Amosso, via per Ronco 8, Vigliano Biellese (BI)
info@cicitalia.org

Segretario della Delegazione italiana
Enzo Berzieri, c.so Garibaldi 16, Ozzano dell’Emila (BO)
enzo.berzieri@gmail.com

 

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